LA BIOGRAFIA DI SALVATORE FERRANTE
OVVERO
IL DESTINO DI UN UOMO BUONO
E VERAMENTE ONESTO
COSTRETTO A SOPRAVVIVERE


La storia di Ferrante ha dell'incredibile. Sembra quasi un libro di avventure di altri tempi. Una persona fondamentallmente buona ed onesta che ha dovuto lottare con le unghie e con i denti per poter sopravvivere in una giungla di disperati e prepotenti.
Ricordi di un uomo che travolto dagli eventi è stato arrestato, rinchiuso in manicomio criminale, ed ha vissuto come latitante per anni, costretto a fuggire ed a difendersi da tutto e da tutti, pur essendo una brava persona.
Dagli anni bui fino ai riconoscimenti internazionali, i brevetti e le innovazioni tecnologiche che hanno permesso a tante ditte italiane di esportare i loro prodotti in tutto il mondo.
 

Scrivere la sua biografia non è facile, data la miriade di ricordi, ma col tempo, ad intervalli regolari, aggiugneremo sul sito nuovi pezzi di storia !

 

CAPITOLO I - INFANZIA

Era la Sicilia degli anni cinquanta.
Non avevo neanche sette anni che giá dovevo andare a lavorare, alternativamente alla scuola.
Giravo per i paesi per vendere 'li scupi', le vecchie scope di saggina, caricandomene sulle spalle anche quindici o venti, e la mia paga, un giorno si ed uno no, consisteva in botte, calci e pugni da parte di mio padre, quando mi mancavano quattro o cinque lire dall'incasso, cosa che succedeva purtroppo spesso data la mia giovane età e la furbizia di alcune massaie che imbrogliavano con i resti.
E comunque qualsiasi altra scusa era sufficiente per castigarmi ulteriormente.
I maltrattamenti che subivo erano talmente gravi da farmi desiderare di vivere in qualunque altro posto, per brutto che fosse, pur di star lontano da mio padre.
Tutto questo mi ha anche costretto a ripetere per ben tre volte la prima elementare, condizionando tutto il mio futuro.
Ad undici anni, nel 1958, quando con la mia famiglia ci eravamo trasferiti a Voghera, in provincia di Pavia, cominciarano i miei tentativi di fuga, andando a vivere sotto i ponti, nelle case abbandonate o puttosto con gli Zingari.
Purtroppo le mie fughe non duravano che pochi giorni, poi 'il vecchio' mi ribeccava sempre, ed il ritorno a casa del 'Figliol Prodigo' non era esattamente come descritto nella Bibbia.

Crescendo poi mi sono state mosse delle accuse ingiuste ed infondate, che mi hanno costretto a fuggire all'estero ed a vivere per diversi anni come latitante, benche fossi assolutamente innocente.
L'unica mia colpa è sempre stata solo quella di cercare di combattere le ingiustizie con i mezzi che potevo avere a mia disposizione, e non solo le ingiustizie riguardanti me personalmente ma anche quelle subite dagli altri, sopratutto i più deboli.
Questo mio non volermi piegare mi ha creato non pochi problemi nella vita, ed il metodo che il Sistema ha usato per cercare di farmi tacere è stato quello di spedirmi in un manicomio criminale, dove purtroppo sono stato rinchiuso per oltre tre anni.

 

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